ATLETICO GORDANA A GRAVAGNA: QUI LA CASA DELLA SQUADRA

Sabato 29 Novembre 2025 al Campo Sportivo di Gravagna e’ tornato il campionato di calcio amatoriale dopo 12 anni di astinenza.
Il nostro campo sportivo e’ infatti diventato la nuova casa dell’ Atletico Gordana , una squadra che disputa il campionato di calcio a 11 Amatori Uisp Seconda Serie.
Nonostante la prima partita sia terminata con una sconfitta per la squadra di casa (3-4 contro Atletico Tresana) e’ stata una giornata piena di emozioni e allegria di fronte ad una buona cornice di pubblico.
Il gruppo si è poi spostato nel bar a Gravagna San Rocco dove ha trascorso il pomeriggio prima della cena presso la Trattoria da Marietta.
Questi momenti di convivialita’ e condivisone che lo sport sa regalare permetteranno di regalare tante altre giornate speciali come questa al nostro Paese che ha accolto a braccia aperta i nuovi custodi del campo sportivo.
Il nostro campo e’ uno scrigno di storia e di storie, ce ne sono veramente tante da raccontare, alcune forse non si potrebbero nemmeno raccontare.
Sul campo e attorno al campo sono passati tanti grandi uomini e donne, alcuni dei quali il destino ci ha strappato troppo presto e anche questo contribuisce ad aumentarne il valore sentimentale.
Quando si parla del campo sportivo di Gravagna il primo nome da fare è quello di Francesco Fornari, un uomo che ha vissuto per questo campo . Un uomo che con il suo lavoro pratico ma soprattutto organizzativo ha reso con il suo carisma famoso il campo sportivo di Gravagna per i suoi leggendari tornei estivi e per l impegno nel portare a Gravagna tanti anni fa il calcio amatoriale .
Quel venerdì sera di ottobre nel 2007 c ‘era mezzo paese all ospedale di Parma mentre Francesco stava per morire, lui era lucido sapeva che gli restavano poche ore e a turno ci faceva entrare nella sua stanza e a ciascuno di noi aveva affidato dei compiti per portare avanti il suo straordinario lavoro in questo campo. Ci ha insegnato che non si muore mai veramente se si tramanda agli altri un sogno da portare avanti .
Oggi Francesco sarebbe fiero di noi vedendo quello che abbiamo fatto e che stiamo per fare.
Mi piace ricordare anche Francesca Zamarioni, una giovane mancata all’ eta di 29 anni , legata a questo campo dall’ amore per il paese e per lo storico capitano del Gravagna Amatori, Alessandro.

Nel contestualizzare il rapporto tra il paese di Gravagna e il suo campo sportivo sono da considerare anche aspetti socio-culturali: La vita nel paese di Gravagna storicamente e’ stata sempre scandita dal duro lavoro, lavoro nei campi , lavoro nel costruire il paese e le sue strutture, lavoro fisico sfinente che spesso lasciava poco tempo al divertimento e quindi spesso il divertimento diventava “ vergogna”, tempo perso. Questi campo sportivo in qualche modo era dunque il simbolo che rendeva lecito divertirsi, passare del bel tempo insieme giocando a calcio e stando in compagnia prima ,dopo e durante le partite e per questo ha assunto un valore cruciale per la nostra comunità e per questo tutti a Gravagna lo hanno nel cuore.

Quello che è successo negli ultimi mesi entra di diritto nella leggenda di questo campo perché si sono verificate coincidenze belle ma anche drammatiche che unendosi tra loro hanno contribuito all’ avverarsi del sogno di far rivivere il campo sportivo : l’impegno di persone del posto che hanno con incredibile volontà e fatica lavorato sodo per presentare il campo e le sue strutture nelle ottime condizioni attuali, una storia di amicizia che ha portato una nuova squadra a venire a giocare a Gravagna e tutto questo è stato potenziato dalla scomparsa di un giovane innamoratissimo di questo paese e di questo campo.
Queste circostanze così ravvicinate tra loro hanno creato un’ atmosfera di grande coesione e aiuto reciproco che ha reso un più dolci alcuni momenti molto tristi .

La storia che lega il paese di Gravagna all’ Atletico Gordana ed al suo presidente Daniele Castellotti e’ una storia di amicizia.
E’ un’ amicizia nata in modo genuino e casuale fatta di condivisone di valori , di obiettivi e di passioni tra cui quella per il calcio.
Questi valori e questi obiettivi vanno oltre il calcio , sono valori antichi fatti di resilienza, di attaccamento a posti come i nostri paesi e le nostre valli e gli obiettivi sono anche quelli di dare un futuro a questi posti per trasmetterne i valori alle future generazioni.
Solo il tempo ci dirà se il Gordana entrerà nella leggenda del campo sportivo di Gravagna, sìcuramente da oggi è già nella sua storia. Speriamo tutti che non sia solo una storia di calcio, speriamo ci sia un movimento di persone, una tifoseria che spinga la squadra sul campo e un dopo partita fatto di allegria e condivisone magari al bar o nelle strutture del campo stesso.
Quanto durerà tutto ora nessuno può saperlo, dipenderà anche da come questi ragazzi si sentiranno accolti dal nostro paese e dalla nostra comunità e da tanti altri fattori ora difficili da calcolare.

Oltre ad accogliere la nuova squadra di casa, il paese di Gravagna si è attivato ‘ in questo straordinario momento, nell’ inaugurare due targhe : la prima è dedicata a chi, instancabilmente e silenziosamente ha lavorato negli ultimi mesi non lasciando nulla al caso per tirare a lucido il nostro campo sportivo. E’ bellissimo che siano stati proprio gli uomini del paese a fare questo, uomini esperti che si sono fatti aiutare nel loro piccolo anche da giovani meno esperti e capaci di loro nel fare questi lavori. La comunità di Gravagna li ringrazia per lo straordinario lavoro che dimostra volontà e amore verso il paese .

La seconda targa è per Jacopo Clerici che è mancato pochi mesi fa a 29 anni a causa di una grave malattia.
Jacopo era innamoratissimo del Campo Sportivo, luogo che lo ha visto crescere ed essere guida, esempio , capitano in campo e fuori dal campo per una generazione di ragazzi di Gravagna che insieme a lui sono diventati giovani uomini in un ambiente sano e stimolante.
Un po’ più grande di loro, Jacopo ha trasmesso a questi ragazzi l amore per il calcio, la lealtà in campo e la lealtà nell’ amicizia. Jacopo ha voluto rincorrere quel pallone ,metafora di vita e speranza fino all’ ultimo, anche quando le forze lo avevano ormai abbandonato e una parte di lui continuerà a vivere su questo campo. Oggi Jacopo ci sta guardando dare vita al suo sogno di vedere rivivere il campo sportivo e sono convinto che è molto felice e fiero di noi.

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